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L’importanza della terapia fisica manuale nel neonato sta prendendo sempre più piede nella comunità scientifica, si va nella direzione di un approccio conservativo di elezione rispetto a un trattamento farmacologico.

Il ruolo del fisioterapista, e spesso anche dell’osteopata, è riconosciuto a livello europeo; il trattamento manuale può favorire il benessere della mamma, del neonato e del bambino.

Foto di Tawny Nina Botha da Pixabay

Come il fisioterapista può essere d’aiuto alla mamma e al bambino?

Sin dalla vita intrauterina, il neonato può aver subito “danni” che ne hanno provocato disfunzioni. Il parto è il primo grande trauma che ogni essere umano affronta e le sue dinamiche spesso lasciano lesioni che il bambino non riesce a risolvere spontaneamente. Se durante la gravidanza la mamma soffre di lombalgie, sciatalgie, tensioni addominali è molto probabile che tutte le strutture coinvolte non riescano a compensare le richieste di un continuo adattamento dato dalla crescita del feto. Il bacino non si predispone nella migliore condizione per affrontare il parto e ciò potrebbe creare compressioni anomale e asimmetriche sul futuro neonato. Un parto dalla difficile fase espulsiva che segue un lungo travaglio, così come un parto troppo veloce o distocico che ha richiesto l’uso del forcipe, ventosa o specifiche manovre ostetriche, o ancora un cordone ombelicale troppo corto o attorcigliato a cappio possono aver compromesso i tessuti delicati del neonato.

Il fisioterapista interviene, fin dai primi giorni dopo il parto, andando a sciogliere manualmente quelle tensioni che si sono create nel bambino durante la gravidanza e il parto; il trattamento è assolutamente indolore e i miglioramenti si posso vedere subito dopo poche ore dal trattamento

Foto di Christian Abella da Pixabay

Quali disfunzioni tratta il fisioterapista?

Il fisioterapista può aiutare nel post nascita in modo efficace ad esempio per disfunzioni dell’apparato digerente come stipsi, coliche e reflusso; può essere d’aiuto alla mamma e al bambino in caso di difficoltà nell’allattamento per problemi di attacco corretto e di suzione; può essere d’aiuto nel caso di asimmetrie posturali del capo o per disfunzioni ortopediche come torcicollo, displasia dell’anca, asimmetrie posturali, fratture o disfunzioni della clavicola e dismorfismi del piede come il piede torto.

Il fisioterapista può intervenire anche nella crescita del bambino per ritardi dello sviluppo psicomotorio; per altre disfunzioni ortopediche come piede piatto e cavo e per dorso curvo e scoliosi. Il nostro lavoro non si ferma qui, accompagnamo la mamma e il bambino per tutta la loro vita.

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