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Vi siete mai chiesti se il vostro modo di correre è corretto? Che tipo di appoggio avete? tallone, mesopiede, avampiede? e quale è il migliore? vediamolo insieme

Il piede è il primo e unico punto di contatto con il suolo, e come ben si sà, il tipo di appoggio è fondamentale per approciare, senza aver problemi, il terreno. L’evoluzione ci ha portato a una modifica dell’appoggio e le scarpe hanno hanno ulteriormente contribuito a questo cambiamento. Per fortuna, il corpo, si ricorda come si cammina e come si corre e, spesso, basta un breve addestramento per riprendere a correre o camminare in modo naturale.

La corsa è innata in ognuno di noi, da bambini, senza che nessuno ci insegni, iniziamo a correre con una tecnica che è naturale; perchè poi, diventando adulti, perdiamo la facilità di correre e iniziamo a compensare?

Tipi di appoggio

Il contatto con il terreno nel corridore avviene in tre modi:
– di tallone: è il più comune negli amatori; il punto di contatto è con il calcagno e poi arriva l’appoggio di tutto il piede. Chi ha questo tipo di appoggio ha, solitamente, una cadenza di corsa bassa e una lunghezza del passo superiore alla media.
– di mesopiede: la parte che appoggia per prima è la parte centrale del piede; in questo modo si distribuiscono meglio le forze d’impatto. Questo tipo di appoggio è indicato per ridurre la probabilità di infortuni muscolotendinei. Di solito, il corridore, ha una cadenza di 170-180 passi al minuto
– di avampiede: la parte che appoggia prima è la punta; questa tipo di appoggio si trova spesso nei corridori di ultra run e nei corridori di pista; di solito la cadenza è molto alta 180-200. Questo tipo di appoggio tende a sollecitare le teste metatarsali e il tendine di achille.

immagine presa dalla rete

Vantaggi e svantaggi

Più è esperto il corridore, più è frequente che appoggi di meso-avampiede; mentre il corridore amatore è più portato a appoggiare per primo di tallone.

Si è visto che il tallonatore è più a rischio di sviluppare infortuni perchè è maggiore la velocità di impatto al suolo. Il rischio di un appoggio di questo tipo è il sovraccarico delle ginocchia e della colonna lombare, non avendo un ammortizzatore naturale come la pianta del piede. Di vantaggi non ce ne sono.

Chi appoggia prima il mesopiede ha il vantaggio di avere una miglior distribuzione del carico e il maggior ammortizzamento naturale dato dall’arco plantare; alcuni studi affermano che l’appoggio di meso-avampiede riduca, non solo la probabilità degli infortuni, ma anche il consumo di ossigeno. Il contro potrebbbe essere un maggior stress dei tessuti posteriori come il tendine di achille e i muscoli del polpaccio.

L’appoggio di avampiede è molto usato dai corridori professionisti; ha come vantaggio di avere minor dispersione delle forze e una maggior e piu veloce attivazione della catena posteriore dell’arto inferiore; di contro mette in forte stress le teste metatarsali, la fascia plantare e il tendine di achille.

Fattori predisponenti

Cosa ci fa involontariamente correre in un determinato modo invece che un’altro? Sicuramente l’esperienza; un runner esperto, sopratutto se ha iniziato a gareggiare in giovane età, avrà una tecnica di corsa efficiente; le scarpe poi giocano un ruolo importante, una scarpa pesante, sopratutto in un principiante, influenzerà la tecnica di corsa, facendoci atterrare, molto probabilmente di tallone.
Altro fattore è il peso corporeo del corridore, un runner persante, se non esperto, avrà una tecnica di corsa meno efficiente e tenderà a tallonare.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Altri fattori da considerare nella tecnica di corsa

Non è solo il tipo di appoggio a influenzare la tecnica di corsa e di conseguenza anche il rischio di infortuni. Riveste un ruolo molto importante la cadenza (n. passi minuto); una cadenza molto bassa avrà una influenza importante sulla velocità di impatto al suolo. Più aumentano i passi al minuto e meno sarà importante l’impatto. Gli studiosi hanno stabilito che la cadenza ottimale si aggira intorno ai 180 passi al minuto. Bisogna poi saper valutare anche la lunghezza del passo, l’oscillazione verticale e il tempo di contatto con il suolo; questi dati sono altrettanto importanti e direttamente collegati, e ci permettono di capire se una tecnica di corsa è efficiente e redditizia.

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